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Il pranzo educativo

Il momento del pranzo costituisce uno degli aspetti più significativi della vita al nido, non solo dal punto di vista nutrizionale, ma anche da quello relazionale e affettivo in quanto esperienza di convivialità, scambio e dialogo fra bambini/e, e fra bambini/e e adulti.
Per un/una bambino/a il cibo è anche un’importante occasione di gioco e stimolo per la sua curiosità e, in un clima di benessere e piacevolezza, diventa una grande opportunità di apprendimento, sia per i/le bambini/e molto piccoli/e, che manipolano, pasticciano e assaggiano, che per i/le più grandi che, quasi con atteggiamento scientifico, osservano, valutano, ponderano la consistenza del cibo, dell’acqua e l’uso delle diverse stoviglie.
Proprio in considerazione delle forti valenze conoscitive, affettive ed emotive, il pranzo al nido viene curato, dal gruppo di lavoro, in ogni minimo dettaglio, dalla disposizione dei tavoli per piccoli gruppi, all’attribuzione di un posto fisso per ogni bambino/a, alla scelta delle stoviglie e posate, adeguate ad età e funzioni, alla messa a disposizione di piccole brocche e vassoi perchè i/le bambini/e possano cominciare a servirsi da soli.

    La possibilità di scegliere le diverse pietanze e la quantità di cibo desiderata permette al/alla bambino/a lo sviluppo della consapevolezza dei propri gusti e dei propri bisogni, nella prospettiva di una sempre maggiore autonomia e autoregolazione.
    Particolare cura viene anche dedicata all’atmosfera, connotata da tranquillità, attraverso l’uso di un tono di voce moderato e di gesti rispettosi. Per un pranzo educativo a misura di bambino e bambina, è necessaria, quindi, la collaborazione di tutte le figure professionali che lavorano all’interno del nido.
    In particolare l’operatore/trice cuciniere, che cucina per bambini/e e adulti, ha nel nido un ruolo di “educatore alimentare”, particolarmente valorizzato grazie anche al suo coinvolgimento in sezione durante il pranzo. Anche l’esecutore/trice partecipa attivamente affiancando gli/le educatori/trici della propria sezione.

      Il menu al nido

      Il menu del nido è formulato secondo le indicazioni dei LARN (livelli di assunzione raccomandati di energia e nutrienti per la popolazione italiana). Il menu è differenziato in 4 settimane invernali e 4 settimane estive. È ispirato al modello mediterraneo in cui vengono privilegiati cereali, legumi, verdura e frutta di stagione ed è integrato con alimenti proteici come carne, pesce, uova e formaggi. Il menu prevede anche piatti etnici di diversi paesi del mondo, selezionati tra quelli più adatti ai/alle bambini/e, che vengono proposti settimanalmente all’interno del menu tradizionale, arricchitosi di nuovi ingredienti. Con l’obiettivo di garantire una corretta alimentazione sono stati introdotti alcuni alimenti provenienti da agricoltura biologica e/o di filiera corta.
      Per accogliere le diverse esigenze di alimentazione dettate da motivi culturali e/o religiosi, che prevedono l’esclusione di alimenti di origine animale, sono previsti due menu alternativi; il primo con esclusione di carni bovine e suine, il secondo, lacto-ovo-vegetariano, con esclusione di tutti i tipi di carne e pesce. Per usufruire dei due menu particolari è necessario farne richiesta utilizzando l’apposita modulistica reperibile presso il nido.
      Il pranzo viene preparato giornalmente dal/dalla cuoco/a del nido.

        Alimentazione dal 1° al 3° anno di vita

        - Da 1 a 6 mesi
        Durante questo periodo il/le bambino/a assume solo latte materno o latte in polvere ricostruito (secondo indicazione del pediatra di famiglia).

         - Da 6 a 9 mesi
        Lo svezzamento, che di solito inizia al 6° mese, prevede che siano rispettate determinate tappe nell’introduzione di nuovi cibi. Dalla pappa unica, dove tutti i componenti sono mescolati insieme, si passa ai cibi presentati a piccoli pezzi, fino ad arrivare al pasto a più portate. Durante questo periodo vengono seguite anche al nido le indicazioni alimentari del pediatra di famiglia; è pertanto indispensabile creare un rapporto di costante informazione tra familiari, educatore/trice e cuoco/a.

         - Da 1 a 3 anni
        A un anno di età il/la bambino/a può mangiare a tavola come mangia un adulto purché vengano rispettati alcuni principi, peraltro validi anche per i grandi. Poco sale, pochi zuccheri semplici, niente pepe, pochi grassi di origine animale, molta frutta e verdura. Per i/le bambini/e che rimangono nel pomeriggio è prevista una merenda a base di: pane e marmellata, pane e olio, pane e pomodoro, yogurt, frutta fresca o frullata, biscotti, latte, gelato. Mangiare al nido vuole anche dire convivialità e occasioni di festa. A questo proposito è importante  ricordare che, in occasione delle feste al nido, le famiglie possono contribuire portando dei cibi scelti tra prodotti da forno o di pasticceria di cui sia possibile verificare gli ingredienti e la provenienza, attenendosi a precise disposizioni sanitarie. La cuoca o il cuoco del nido sono sempre disponibili per informazioni e scambi con le famiglie per tutto ciò che riguarda menu, diete, ecc.

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